Andrew M. C. Wilkins &
Silvia Miclavez

A Key to English

An original and
simple approach
to understand
the English language

Bilingual text:
English-Italian

Il Edition: April 2014
ISBN 978-88-9033-503-7

Price € 22,50

ALCI EDIZIONI
Associated site:
www.alcicostellazioni.it


Andrew M. C. Wilkins & 
Silvia Miclavez
A Key to 
English
Una chiave per 
apprendere 
e comprendere 
la lingua inglese
Testo bilingue: 
inglese-italiano
 
Il edizione: Aprile 2014
ISBN 978-88-9033-503-7
Prezzo € 22,50

ALCI EDIZIONI 
Sito associato:
www.alcicostellazioni.it
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THIS BOOK gives the conceptual guidelines which are used intuitively and spontaneously by a mother tongue speaker

This lively and original bi-lingual text explains a revolutionary conceptual approach to learning English developed over 20 years of teaching at Udine University. It doesn't contain an exhausting list of rules which have to be learnt by heart but explains the application in terms of the concept. You can feel the language as a mother tongue does. The simple schematic explanation of the structure can demonstrate the entire tense system in one graph. All that remains is to learn the vocabulary which is a question of memory and depends on the individual. It is not a course book and has no need of a teacher to explain.

Each chapter ends with exercises with a key at the back which explains why the answer is what it is in both English and Italian and warns about the typical errors made by Italian mother tongue learners. It is suitable for any level.

AGAINST THE DIRECT METHOD The direct method of teaching English was invented by M.D. Berlitz who set up schools all over the world. His famous book expounding his method was published in 1917 and you can imagine why he felt the need for Germans to be able to speak English in this year. I think he imagined some fairly angry English and Americans arriving on his doorstep and hoped to pacify them with such jewels as “I give the pencil to the gentleman“ the good doctor seems blissfully unaware of Freud practising somewhere near but there is also the consideration that the sentence is wrong as his use of the simple means that the poor gentleman was going to receive his pencil on a regular basis. However he later covers himself with “I am not taking the pencil” which seems rather unfair. I especially like “Is this a gentleman? No it is not!” "The brown book is short and narrow." "Which ear is this?" However he established a precedent which unfortunately has not been overcome or even recognised by many. Recently I met someone who, when he learnt I was an English teacher laughed uproariously, looked me in the eyes and said confidentially “If it rains I will take my umbrella” I think he believed that the natives of our island really conduct their chit chat in this way, and he knew he was a good student. Berlitz exasperatingly uses the simple present all the time, which showes that his way of thinkinking is still German and that he has not learned the flexibility inherent in Anglosaxon communication.

 

 

The modern reliance on disjointed multiple choice questions to test the student simply because it is easy to mark means that there is no context and no sense of the language as something organic. It rewards those with photographic memories and little imagination and penalises those with a desire to communicate and express themselves using a live language which they are proud to be learning. If you talk to the average student in English they are not just embarrassed they are offended - this is not the game as they perceive it. English as they have learnt it is made up of "stiff upper lip" sentences not connected in any way with reality, but simply a code which these aliens use as a rigid protocol. The "cornflakes" family depicted in the course books in no way represents reality. For me the face represented by the tree at the top of the page is much more an English person, as can also be witnessed in the family in Harry Potter.

 

 

UN LIBRO che rivela le linee direttive concettuali della lingua inglese usate spontaneamente e intuitivamente da un madrelingua

Questo vivace ed originale testo bilingue spiega un rivoluzionario approccio concettuale all'appprendimento della lingua inglese, sviluppato in più di 20 anni di insegnamento all'Università di Udine. Non contiene un'estenuante lista di regole da imparare a memoria, ma spiega l'uso della lingua secondo determinati concetti di base. Fa sentire la lingua come la sente un madrelingua. La semplice spiegazione schematica della struttura può rendere evidente l'intero sistema dei tempi in un grafico. Tutto ciò che rimane da imparare è il vocabolario, che dipende dalle capacità mnemoniche individuali. Non è uno dei soliti libri di corso e può essere compreso anche senza un insegnante che lo spieghi.

Alla fine di ogni capitolo ci sono degli esercizi con una chiave in appendice che spiega il perché della risposta (anche questo scritto sia in inglese che in italiano) e mette in guardia il lettore dai tipici errori in cui spesso incorrono gli italiani. E' adatto ad ogni livello.

CONTRO IL METODO DIRETTO Il metodo diretto di insegnare inglese, fatto di frasi fatte fuori contesto, è stato inventato da M. D. Berlitz, il quale ha fondato in tutto il mondo delle scuole che hanno il suo nome e seguono il suo metodo. Il suo famoso libro, che espone questo metodo, fu pubblicato nel 1917 e ci si può immaginare perchè egli sentisse che in quell'anno i tedeschi avessero urgenza di essere in grado di parlare inglese. Penso che, all'idea che qualche americano o inglese arrabbiato sarebbe arrivato alla sua porta di casa, sperasse di rappacificarli con gioiellini del tipo "I give the pencil to the gentleman". Il buon dottore sembra beatamente inconscio del doppio senso della parola pencil (etimologicamente "piccolo pene") correlato alle pratiche di Freud da qualche parte nelle strette vicinanze, ma c'è anche da prendere in considerazione che la frase è sbagliata, nel senso che il suo uso del presente semplice implicherebbe che il povero gentiluomo avrebbe ricevuto la sua pencil regolarmente. Tuttavia, poi si copre dicendo: "I'm not taking the pencil" il che sembra piuttosto ingiusto. In particolare mi piace: "Is this a gentleman? No, it is not!" "The brown book is short and narrow." "Which ear is this?" Egli comunque ha creato un precedente che sfortunatamente non è stato superato, e molti non ne sono nemmeno consapevoli. Di recente ho incontrato una persona che, non appena venne a sapere che sono un insegnante di inglese, si mise a ridere, mi guardò negli occhi e in modo confidenziale mi disse: "If it rains I will take my umbrella". Penso che credesse che i nativi della nostra isola parlassero tra di loro in questo modo ed era conscio di essere un bravo studente. Berlitz usa il presente semplice troppo frequentemente ed in modo irritante - il che dimostra che il suo inglese è molto tedesco e poco connesso alla comunicazione umana.

La moderna tendenza a verificare le capacità di uno studente basandosi su una sequenza scoordinata di domande a scelta multipla - solo perchè in seguito è facile calcolare il voto - significa che non c'è considerazione per il contesto nè un senso del linguaggio come qualcosa di organico. Questa tendenza moderna premia coloro che hanno una memoria fotografica e poca immaginazione, e penalizza coloro che hanno un desiderio di comunicare e di esprimersi usando un linguaggio vivo, che stanno apprendendo con fierezza. Se parli inglese ad un normale studente, non solo questi è imbarazzato ma anche offeso - secondo lui non è questo il gioco. L'inglese che ha imparato è quello dal "labbro superiore rigido" (tipico dell'inglese che non mostra emozioni), fatto di frasi non connesse in alcun modo con la realtà - solo un codice che questi alieni (intendendo le figure fittizie generalmente presentate nei libri e nelle lezioni di inglese) usano come rigido protocollo. La famiglia da "mulino bianco" rappresentata nei nrmali libri di testo non riflette in alcun modo la realtà. Per me la raffigurazione dell'albero all'inizio pagina ricorda l'espressione tipica di un inglese, le cui caratteristiche si possono anche ben riconoscere nella famiglia di Harry Potter.